Etichettato: estate

Vacanze.

L’estate della nostra infanzia era una cosa semplice e accogliente. Mi ricordo quel gentile naufragio nel niente, fusione tra giorni e settimane: un alibi permanente di cazzarismo militante. Di colpo era settembre, cominciavi a contarti i giorni: e, almeno io, a fracassarti i coglioni di stare a casa da solo.
“Estate” è un significante che ha perso senso da quando mi sono laureato. E non è che prima avesse un senso da sballo. Nell’anno del Signore 2013 comincio ufficialmente a non capirci un cazzo.

 

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