Make it easy

Ho sempre avuto grosse difficoltà a spiegare cosa facessi, per guadagnarmi da vivere. E, soprattutto, cosa mi piacesse. Ho messo passione nel mio mestiere perché ho capito fin da subito che era quello che amavo: eppure non sono mai stato capace di spiegarlo a mia madre, per esempio.

L’idea: web marketing for starters

Ma perché mia madre non capisce il mio lavoro? E perché non lo capiscono molti dei miei coetanei? L’idea di poter spiegare i fondamenti del lavoro di ogni webcoso che si rispetti è venuta a me e Eugenio un po’ per gioco, un po’ per provocazione: perché non creare una serie di 10 webinar che raccontassero cosa significa lavorare con internet e comunicare nel mondo della rete?

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All Apologies / Come mai

A dispetto del mondo del grunge che ribolliva sotto le suole degli stivaletti Cult di un’intera generazione, nel 1993 io cominciavo il catechismo. E ascoltavo le mie prime canzoni.

Nel 1993 la moda grunge imperversava ovunque: ricordo lucidamente uno dei miei cugini più grandi che andava in giro con gli improbabili camicioni di flanella, i jeans rotti e le cult che – solo una manciata di anni più tardi – gli avrei invidiato e, talvolta, fregato. Dagli stereo di mezzo mondo risuonavano nastroni su musicassetta con suoni iperdistorti (un po’ per il grunge, un po’ per la rozzezza delle registrazioni) che vomitavano Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden a volume sparato.

Quell’anno la band di Kurt Cobain aveva tirato fuori In Utero e aveva vinto. Aveva proprio vinto.

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Fables, scusate il ritardo

Per una volta, in una recensione non voglio parlarvi male di qualcosa. Per una volta, voglio mettermi comodo e scrivere di qualcosa che mi è piaciuto tanto, tantissimo. Qualcosa su cui non posso neanche pensare di fare commenti acidi. Scusate il ritardo.

Due settimane fa, girando per Termini, in uno dei miei viaggi random verso il meridione, mi sono imbattuto in un vecchio amico: tra le pile dei Bonelli, vecchi e nuovi, spuntava inverosimilmente la scritta “Vertigo” e il logo di Fables. Mi sono venute quasi le lacrime.

c'era una volta fables recensione

Una delle tavole del fumetto di Bill Willingham

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Collocamento

Ci sono cose a cui dovrai rinunciare. La serenità necessaria per pianificare una vita sul lungo periodo, per esempio. Una di quelle figure mitologiche che appartengono al pantheon della generazione passata. Come le edizioni serali dei quotidiani o i game arcade nei bar. Ma serve a qualcosa piangere sul latte versato (o sul sangue buttato)?

collocamento ars labor manifesto

Il meraviglioso (e anacronistico) manifesto di una scuola di restauro.

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I am the resurrection

Nel 1992 il mondo aveva ricominciato a essere un posto pericoloso. La verità è che non aveva mai smesso di esserlo, ma per un po’ era sembrato che la pace nel mondo fosse possibile.

La gente ci aveva creduto. Mio padre era stato uno di quelli, come ho già detto.

Nel 1992 uscì anche un album seminale per la storia del rock britannico: quasi dal nulla, spuntò l’album d’esordio degli Stone Roses e uno dei singoli più venduti risultò preso da lì.

Era “I am the Resurrection” e durava la bellezza di otto minuti.

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I Cani, Glamour: recensione a semifreddo

Non mi commuovono le stori ingenue, la captatio benevolentiae e i paraculi: amo la sincerità e preferisco non avere aspettative. Volevo che tu mi raccontassi, Niccolò, e quest’anno la cosa t’è uscita un po’ a metà.

Soprattutto, volevo che raccontassi ancora di me e di noi e invece hai raccontato, solo un po’ – troppo po’ – di te.

Io e te abbiamo sempre vissuto in un mondo austero: sei  un po’ più piccolo di me, ma mi avevi fatto arrossire con la tua lucidità, la tua capacità di sintesi, le tue storie così vive e così vere. E così mie e così di tutti.

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This generation is easyJet

Le relazioni sono complicate, sono fatte di incroci, crocevia, deviazioni. Devi stare attento, rischi di perderti.

E a volte non basta e non c’entra la fortuna, ma devi mettercela tutta per far funzionare le cose, anche con tremila chilometri in mezzo.

this generation is easyjet

La nuova campagna di EasyJet, evidentemente fatta con Instagram

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