Categoria: Scazzi

Le opere e i giorni.

A volte diamo per scontate cose incredibilmente complicate. Scegliere non è una cosa semplice. Ancora meno, farsi una ragione dei propri limiti e fallimenti.

Spesso dimentichiamo, per esempio, che lavorare non è una scelta, ma una necessità. Che esiste un tempo, nelle nostre vite, che esula dal lavoro, dalla produzione e dal consumo. Ed è per arrivare a quel tempo che dovremmo scegliere, che le scelte fondamentali sono relative a quel tempo lì: chi amare, che persone essere, con chi passare i giorni.

Continua a leggere

Annunci

Requiem for a car.

Ieri sera, la mia macchina ha dato gli ultimi cenni di vita (almeno per ora). Nel pieno della tradizione Fiat, ha deciso di rompere le scatole nel posto e nel momento sbagliato. E tuttavia, quest’auto è stata, per me, motivo di grosse soddisfazioni e – benché fosse solo un oggetto – di grande affetto.

È stata la macchina su cui ho imparato a guidare, su cui ho fatto i primi viaggi, le prime uscite con gli amici. È stata complice nella mia relazione con Amalia. Ha sopportato anche il mio Servizio Civile.

fiat punto

Continua a leggere

Vacanze immaginarie (nella nuova Cambogia)

Dovevo berne un po’ di un amaro calice: ne ho bevuto molto ed ho toccato il fondo. L’amore, l’affetto e la compagnia mi hanno fatto spezzare la rabbia, dimenticare i mitra, sostituire documenti ceduti sveltamente. Mi sono potuto muovere rilassato, annegare in un po’ di vino non per rancore ma solo per gioia. E non per abnegazione, solo per forza. Noi sì, che siamo forti, senza piegarci alla pura estetica, casomai alla bellezza dataci dalla cura di sè.

Continua a leggere

In circolo.

Torno a postare dopo una lunga assenza. Sulle giustificazioni del caso, posterò a breve. Mi preme più che altro raccontare della scorsa serata. Torella dei Lombardi è piantata in culo al mondo, a dieci minuti da “se abitassi qui, mi sarei già sparato”, a circa 25 km di curve dalla vita (che poi è Avellino, quindi sai che vita…!), ma resiste duramente fino al punto di non essere propriamente etichettabile come un posto di merda. Arrivarci è un’impresa, un susseguirsi illimitato di cambi di direzione e di persone ignare di come ci si arrivi, indicazioni sbagliate o poco chiare, sia dalla mappa sia dai cartelli. Non mi meraviglia il fatto che le istituzioni regionali abbiano negato diritti a questo festival piantato in mezzo al nulla, anche se non mi trovo per niente d’accordo: ogni anno vengono patrocinate e finanziate tante di quelle puttanate (inclusa la sagra della pasta e fagioli con le cozze che si tiene dietro casa mia), che mi pare oltremodo offensivo privare una manifestazione di questo tenore dei fondi necessari a farla stare in piedi. Dunque capisco l’incazzatura di Minà. Ciò, tuttavia, non placa il mio disappunto.

Continua a leggere

Il tepore dell’Essere.

Tempo fa il leggere un testo denso e profondo qual è il Deleuze di Alain Badiou avrebbe spento in me qualsiasi velleità espressiva, artistica, filosofica. “Cos’altro potrei dire di originale?” mi sarei chiesto, e probabilmente niente avrei avuto (ed avrò mai) da dire di sensato sul quel tema, e di fatto su di esso proverò ad esprimermi solo tra qualche tempo (quando avrò una discreta conoscenza dei testi di Deleuze, oltre che delle loro interpretazioni). Più che altro, quello che mi riaccende – e chi ci avrebbe scommesso fino a stamattina – è la voglia di scrivere tout court. Per la cronaca: questo post è una scena al rallentatore della mia vita.

Continua a leggere

Campagna acquisti.

Dopo la recente defezione di Xandros dalla lista delle aziende degne di una qualche stima (graduatoria peraltro composta ormai solo da Canonical e Sun), il caro amico Bill fa un altro tentativo per minare il lavoro di migliaia di utenti. Sono tempi duri, ma il fatto di dover giocare un po’ in difesa non può che confermare che alcuni passi avanti li abbiamo fatti. Perché, checché se ne dica, i sistemi linux ti consentono ancora (qualora lo si volesse) di non avere antivirus e campare felice. Perché non hai bisogno di pagare, ma neanche di installare alcunché per avere un sistema operativo funzionante, finanche online.

Perché chi la dura, la vince.

General intellect.

La possibilità di fruire gratuitamente di saperi mi è sempre stata molto a cuore: non sono mai stato un fan del diritto d’autore, né di quello attivo né di quello passivo ed ho sempre ritenuto libere e liberamente modificabili le mie “creazioni”, oltre che aver sempre fregato (ove possibile) quelle altrui con fotocopie e letture di straforo in Feltrinelli e con altri mezzi poco leciti. Ho sempre sostenuto che le biblioteche dovessero essere di più, più efficienti e più pubblicizzate (la mancanza di pubblicità è una delle fondamentali ed intenzionali limitazioni al loro utilizzo) e soprattutto gratuite, nonostante non ne sia un abituale avventore (e questo, lo so, a mio demerito).
Continua a leggere