Categoria: Links

No, non c’è niente di Twee + testo

Pare che siano tornati I Cani. Cioè, sono tornati, riciclando i suoni in loop del loro pezzo migliore: la cover di “Con un deca” degli 883. Quindi, ecco la notizia bombe: questo è il nuovo video de I Cani.

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See you, space cowboys.

Ho passato gli ultimi mesi su queste pagine. È stato molto bello far parte della community di WordPress. Ora però è il momento di cambiare spiaggia. Il motivo l’ho spiegato già, probabilmente vi sembrerà sciocco, ma per me è essenziale. Il blog sbaracca e, prima volta nella mia storia, si trasferisce senza cambiare radicalmente scopi e struttura. Se vi piacerà, continuate a seguirmi perché

QUESTO BLOG SI È TRASFERITO SU NETSONS.

Felicitazioni.

A dieci anni dalla sua fondazione, festeggiati qualche settimana fa, Gnome compie uno dei passi forse più importanti da allora: esce con la sua release 2.20. Dopo una serie di beta che ci avevano fatto pregustare leccornie degne financo del ben più atteso KDE 4 (ma con meno sciccherie grafiche, va detto), la 2.20 esce con una precisione sconcertante. Tanto sconcertante che, fino ad adesso (15.24) né il sito italianoquello internazionale del progetto riportano l’uscita tra le ultime news. Per trovarla si deve scavare un po’.

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Un PC da giorno del giudizio.

L’Unione Sovietica aveva la sua strategia in caso di guerra atomica: una gigantesca bomba in cobalto pronta ad esplodere se la Russia fosse stata soggetta ad attacchi nucleari e che avrebbe resto la Terra inabitabile. L'”arma finedimondo”, come è stata immaginata nel meraviglioso film di Kubrick “Dottor Stranamore”. Pare che questa mitica arma esista ancora e che sia ancora operativa. La notizia è stata raccontata da un testimone che ora vive in Gran Bretagna ed inserita in un libro che sarà pubblicato a dicembre. La cosa comica è che pare che i computer che la regolano risalgano agli anni ’70 e non siano mai stati cambiati… speriamo non vadano mai in crash.

 

Fonte: Wired Science.

Jamendo: nothing for money.

Jamendo è il futuro. E non sto parlando solo della distribuzione di musica, ma di un’idea altra di commercio. Della possibilità, nell’economia dell’eccedenza, di dare accesso alle informazioni, alle cose, ai concetti, senza pensare di versare denaro: di avere diritto alle cose per il puro fatto di esistere, di darle per la pura gioia di condividerle. Di compensare con qualcosa di più, solo per il piacere di vedere perseverati gli sforzi compiuti. E tutto ciò senza essere rivoluzionario o sovversivo in senso violento: non c’è stato bisogno di spranghe o bottiglie incendiarie per aprire un server, costruire un database mysql e consentire a chi volesse di condividere la propria musica sotto creative commons. Semplice quanto è ormai semplice registrare un album con qualità alta, con programmi come Ardour 2, Cubase e simili.

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