Common People/Free as a bird

La vita a volte ti mette davanti a scelte che sembrano destini.

In un florilegio di coriandoli (e di schermate blu) il 1995 rimarrà legato all’uscita del primo sistema operativo 32 bit dedicato al pubblico: Windows ’95. Per me e per buona parte della mia generazione, quell’anno ha il brand Microsoft marchiato a fuoco e, di fatto, è di sua proprietà.

Succedevano tante altre cose, però. I tamarri dell’anno prima, oltre agli Oasis e ai Blur, esploravano nuove frontiere, per esempio. E i più arditi scoprivano i Pulp di Jarvis Cocker che quell’anno uscirono con Different Class e una serie di singoli impressionanti.

Quello che fece veramente il botto era “Common People” e, a ben vedere, è invecchiato molto meglio di altra roba del periodo.

Jarvi Cocker è solito raccontare una storia su questa canzone: nel 1988 era al College e incontrò una studente di letteratura greca, e una sera si intrattenne con lei al bar. Cocker era attratto da lei, ma trovò stranamente spiacevole un particolare: a un certo punto lei disse che voleva trasferirsi a Hackney e vivere come “la gente comune”. Cocker, infastidito, scelse di andarsene e lasciare lì la ragazza e da questo elemento, molti anni dopo, l’autore prese spunto per quello che è il brano migliore dei Pulp.

Ma nel 1995 uscì anche altri due album seminali, due inediti giganteschi. Il primo era Made in heaven dei Queen, il secondo Anthology 1 dei Beatles. E a volte la vita ti mette davanti a scelte radicali e non lo sai neanche. 

beatles-free-as-a-bird

Forse è stata la copertina in stile manifesto…

Quell’anno mio padre mi disse che potevo scegliere un album, da farmi regalare. Mi portò nel negozio di dischi del mio paese, un posto che neanche esiste più, come l’ottanta per cento dei negozi di dischi nel mondo. In vetrina c’erano i due album del momento, i Queen e i Beatles, uno di fronte all’altro. Non so cosa mi attrasse, perché abbia scelto senza pensare che i Beatles e non i Queen sarebbero stati i miei compagni di viaggio quell’anno. Però scelsi e mi portai a casa un doppio album che è ancora adesso in cima alla mia pila di dischi, a Nola. In pila ai miei pensieri con il suo unico singolo inedito.

L’unica cosa che so è che certe decisioni le compi senza pensarci e, dopo così tanti anni, ti sembrano un destino. Dopo quasi vent’anni, non riesco a immaginare niente della mia vita senza i Beatles e i loro epigoni.

E che la vita a volte ti mette davanti a scelte che sembrano destini. Che tu lo sappia o no.

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