This generation is easyJet

Le relazioni sono complicate, sono fatte di incroci, crocevia, deviazioni. Devi stare attento, rischi di perderti.

E a volte non basta e non c’entra la fortuna, ma devi mettercela tutta per far funzionare le cose, anche con tremila chilometri in mezzo.

this generation is easyjet

La nuova campagna di EasyJet, evidentemente fatta con Instagram

Non posso volere male a easyJet, per principio: è anche grazie a questa compagnia aerea low-cost che sono riuscito a tenere assieme i pezzi della mia vita tra Parigi e Napoli, per un incasinatissimo anno e mezzo. Malgrado i ritardi, le beffe, gli annullamenti all’ultimo momento, gli aerei striminziti e il personale di terra peggiore del Pianeta, gli sono grato.

È per questo che, secondo me, lo slogan della campagna pubblicitaria di quest’anno – “This generation is easyJet” – coglie perfettamente nel segno.

this generation is easyjet

La nuova campagna di EasyJet, cambiando filtro il risultato non cambia

Il problema è che lo fa al ribasso. EasyJet non è colpevole di niente, chiaro, perché si fa prima a dire che nessuno è colpevole di niente, in questo mondo e in questo Paese – che è giusto un mondo per dire che sei colpevole sempre un po’ pure tu.

E allora sì, questa generazione è easyJet, sempre con un trolley leggero e pronta a infilarsi nel primo cesso libero, a prescindere dal rapporto qualità/prezzo. Semplicemente pronta a perdere, a smettere di combattere in cambio di un posto scomodo pagato poco.

L’allegoria di una generazione col filtro “Nashville” di instagram.

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  1. misigetta

    Avevo visto questa campagna quando sono andata a Brighton questo settembre. Condivido i tuoi pensieri, e aggiungo che in quel “This is generation easyJet” c’è una sorta di triste orgoglio, dalla parte di quelle persone che pensano che almeno loro di vedere un po’ di Europa se lo possono permettere, tanti altri no.

    • sleepingcreep

      Ciao Manu: sì, è vero. Pare che tutta la nostra felicità si misuri unicamente sulla capacità di infliggere infelicità ad altri. Però, in fondo, è l’orgoglio di una generazione di meschini viziati. Ma forse dipende dal fatto che siamo sempre troppo figli e mai abbastanza orfani.

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