Orfani di Bonelli: recensione a semifreddo

Qualche giorno fa è uscito Orfani, di Bonelli. Se n’è fatto un bel parlare, gente seria e meno seria ha detto cose serie e meno serie.

Io, onestamente, mi sono preso un po’ di tempo per pensarci su. Perché parliamo di una miniserie di dodici uscite e mi sembra azzardato farne una recensione a caldo: in fondo, è un progetto che ha un anno per fare il botto e solo un paio di numeri per colpire davvero il lettore.

Orfani, il nuovo progetto di Bonelli

Un’immagine dal primo fumetto interamente a colori di Bonelli

Parlando di marketing (che sarebbe più o meno il mio mestiere), alla Bonelli sanno per certo che la serie avrà una base di collezionisti che, comprato il primo numero, vorranno arrivare comunque all’ultimo e la loro scommessa è su quanti si fermeranno al primo. Hanno messo sul piatto tre milioni di euro e una collaborazione con Multiplayer.it (per inciso, una merda di sito, sia per traffico, che per qualità dei contenuti) per portare la forma-fumetto Bonelli nel mondo nuovo.
Ora, ho sempre creduto che se fai bene una cosa, non ti devi necessariamente fermare lì, ma ti puoi permettere di osare. Te lo devi, lo devi a chi ti segue, lo devi alla stessa forma espressiva che usi.

Orfani non è una sperimentazione, ma un fritto misto di cose che, della forma-fumetto non conservano che, appunto, la forma.

Per carità, tutto studiato bene, benissimo, coi tempi giusti, eccetera. Ora, ci sono poche cose che ho imparato nella vita (da qualcuno che non fosse la vita stessa). Una di queste è che, se sei bravo, sarai capace di farmi scordare che sai usare quel mezzo espressivo. Anche solo per un quarto d’ora, io l’arte non la vedrò, vedrò solo un flusso spontaneo di eventi.

So benissimo che comprerò dodici volumi di Orfani, che andrò avanti a leggere per un anno, mettendo gli albi sulla pila accanto al mio Dragonero, al mio Tom Strong e alla pila di Julia che faccio finta di comprare per Marilou e che poi le rubo. So che andrò avanti, ma so che non ho tra le mani un nuovo Caravan: comunque vada, so già a che punto ci sarà un colpo di scena, dove metteranno dei cambi di direzione, so già che morirà una quota di protagonisti, etc.

Lo so, proprio perché Orfani è un fumetto Bonelli. Ben scritto.

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