Le macchine della paranoia.

Adoro Philip Kindred Dick. È uno degli autori che leggo con più piacere, mi fa sciogliere le viscere ad ogni finale: mi è sempre piaciuta molto la fantascienza (ed i miei gusti in fatto di manga non fanno che confermarlo, ultimamente) ed il suo accostamento alla paranoia, al falso, alla simulazione. Dick, povero lui, era paranoico ed i suoi romanzi, racconti, scritti trasudano l’enorme paura e difficoltà a rapportarsi con la verità. Qualche tempo fa ho scritto una cosa (sempre tra quelle “prima o poi lo finisco e lo pubblico”) nella quale lo mettevo in rapporto all’ultimo Baudrillard ed in effetti i paragoni possibili esistono (non a caso entrambi parlano sia di Simulacri che di simulazione).

L’ottimo testo di Caronia e Gallo (scaricabile gratuitamente o acquistabile in libreria al modesto prezzo di 20€, come ha fatto il sottoscritto ) ripercorre la vita del Nostro tra le sue infinite difficoltà e travagli, fino alla morte prematura, nell’82 e può essere un’ottima guida per conoscere la sua opera (ma il modo migliore per farlo è leggere tutti i suoi romanzi). Dick è morto relativamente giovane ed è un peccato perché, nonostante uno stadio di psicosi avanzatissimo e l’assurda quantità di droghe da lui assunte, i suoi scritti presentano un’angosciante realismo che fa di ciò che leggete qualcosa di reale, presente, possibile. Tutti noi abbiamo la sensazione che si prova ad essere dentro un romanzo di Dick quando qualcuno che non conosciamo ci saluta in modo familiare, quando abbiamo un deja vù in un posto in cui non siamo mai stati o in una situazione che non abbiamo mai vissuto, quando abbiamo l’impressione che il mondo intorno a noi (ed a quelli che condividono la nostra sorte) stia confabulando per fregarci.

Dai racconti e romanzi di Dick sono stati tratti infiniti film e tantissimi altri da lui sono stati ispirati. Ed ha anche scritto cose sorprendentemente premonitrici. Un po’ mi voglio far ispirare anche io: dal momento che sto leggendo i racconti pubblicati dal ’47 al ’53 sono tante le idee che mi vengono in mente. Chissà, magari riesco a tirare fuori una sceneggiatura per un fumetto da “The Defenders“? Ho casualmente trovato anche una disegnatrice, forse… uhm… troppe coincidenze… c’è sotto qualcosa¹.

Del resto “il punto non è chiederci se siamo paranoici, ma se siamo abbastanza paranoici”.

Note
1: la differenza tra un paranoico ed una persona comune è che la persona comune dice “dev’esserci sotto qualcosa”, il paranoico, sa che c’è.

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  1. davided

    ciao, una piccola nota di stile, mi piace il tuo blog per quello di cui scrivi e anche per il tuo manifesto di intenti. Apprezzo in maniera particolare il desiderio di allontanarsi dal diario del sedicenne brufoloso appassionato di linux, ma soprattutto perchè sei abbastanza distante dalla sua declinazione alla pollycoke.

    Ma, e c’è un ma, altrimenti non avrei commentato, frasi del tipo “(scaricabile gratuitamente o acquistabile in libreria al modesto prezzo di 20€, come ha fatto il sottoscritto)” fanno scadere il post… la parte incriminata è ovviamente “come ha fatto il sottoscritto”… un bel post, in cui parli di uno dei miei autori preferiti e mi cadi in un’aggiunta di un dettaglio personale da diario d’adolescente.
    (credo che più fastidioso ci sia solo leggere “mentre giocavo a put-your-favorite-no-GPL’ed-game (comprato e posseduto legalmente)”, o la stessa cosa mentre si parla di mp3 e affini, sono dettagli che non interessano, e rendono pesante il post.
    tutto questo IMHO.

    caqncella pure il commento una vota letto, ma magari dimmi che ne pensi,qui, visto che l’eventuale mail non arriverà mai.

  2. sleepingcreep

    @ davided: mi fa molto piacere avere la tua stima e sono perfettamente d’accordo con te su quella nota. Ogni tanto qualche rigurgito tardoadolescenziale e “legalista” viene pure a me.

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