Provincia cronica¹.

13 Settembre, 2007 at 8:38 pm (Dichiarazioni, Immaginario, Musica, Pseudopolitica, Riflessioni)

“Le luci della centrale elettrica”, un nome che peserebbe come un macigno sul successo di qualsiasi band. Figuriamoci se parliamo di una one man band, di un tizio appena ventenne che tenta di mettere assieme la musica nazionalpopolare italiana degli anni ‘70 con sonorità lo-fi talvolta vicine ai Radiohead e qualche eccesso rumoristico. Dicamo subito che questo demo, di cui trovate molte tracce sul myspace della band, non è per chiunque: il cantato è grezzo, il suono spesso confuso, le canzoni pieni di spunti spesso lasciati a metà, i testi criptici e talvolta manieristi. Eppure, se mi spinge a scrivere una recensione dopo tanto tempo, un motivo ci sarà. E c’è eccome.

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Darl McBride ha la faccia come il culo.

11 Settembre, 2007 at 10:01 am (Dichiarazioni, Immaginario, Linux, Open source, Pseudopolitica, Riflessioni)

L’uomo nella foto è Darl McBride. L’uomo nella foto è anche un enorme paraculo: come CEO (Chief Executive Officer) di SCO, ha provato a spillare soldi dalle aziende e comunità che stanno dietro linux per anni. Ed ancora ci prova.
Molti di voi sapranno che il kernel linux non è un prodotto completamente originale, ma deriva da un altro sistema operativo, UNIX: ebbene la suddetta SCO ha per anni rivendicato di avere acquistato i diritti esistenti sul kernel UNIX ed ha fatto causa ad IBM per aver aiutato a sviluppare il kernel linux.

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Cambio di stagione…

10 Settembre, 2007 at 2:32 pm (Dichiarazioni, Immaginario, Open source, Riflessioni)

WordPress mi piace. Esattamente quanto mi piace il florilegio di possibilità che esprime il duepuntozero. Il fatto che su questa piattaforma si stia costituendo una comunità linuxiana corposa, competente e capace di riflessioni ed autocritiche, oltre che di pure e sterili critiche rivolte all’esterno, mi piace molto. E, vi assicuro, se avessi un po’ di soldi in più, mi piacerebbe ancora di più. Il punto è che non li ho: sto per trasferirmi a Napoli, è una vita che ci provo a lasciare casa ed ho bisogno di soldi, quindi non posso spenderli per pagare ciò che altri servizi di hosting mi offrono gratuitamente. Mi duole lasciare uno spazio web dopo soli cinque mesi, ma sto pensando seriamente di trasferirmi anche col blog: la destinazione è netsons, un servizio di web hosting completamente gratuito che mi fornisce 100 mega di spazio FTP, un database MySQL, una casella mail. Ci sono voluti circa venti minuti per attivare l’account ed installare wordpress sul database, ma ci è voluta una settimana per convincermi che è una scelta sensata. Probabilmente perderò molti accessi, con questa cosa ed un po’ mi spiace. Tuttavia, mi preme sottolineare che, a differenza di quanto ho fatto negli ultimi anni, il trasferirmi in un posto diverso, non implica un cambiamento radicale: mi sto solo trasferendo, io rimango la stessa persona, questo rimane lo stesso blog.  Per ora sto ultimando i trasferimenti di files, impostazioni e plugin (molti non riesco a trovarli uguali, ma funzionano ugualmente). Nel giro di due settimane dovrebbe anche essere pronto un template abbastanza gradevole, ad opera di Knef: la possibilità di avere un template personalizzato è stato il principale sprone a farmi cambiare piattaforma, dunque farò almeno in modo che ne valga la pena. Per ora seguiterò a postare in entrambi gli spazi. Quando mi trasferirò anche fisicamente, starò solo su netsons.
Continuate a seguirmi, se volete.

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Lenovo sposa linux?

9 Settembre, 2007 at 8:58 am (Dichiarazioni, Linux, Open source, Riflessioni, Ubuntu)

Dal blog di Lenovo, il più grande produttore di computer della Repubblica Popolare (?) Cinese, apprendiamo che l’azienda sarebbe disposta a distribuire PC con linux al suo interno, in alternativa ai sistemi Micro$oft. Per l’occasione è attivo un sondaggio che elenca le maggiori distribuzioni linux ed invita gli utenti a scegliere. Al momento, su un campione di più di seimila votanti, più di quattromila hanno votato per Ubuntu. Nessuna notizia è stata data su potenziali date di rilascio, specifiche tecniche e quant’altro. Certamente dopo Dell, HP ed i “forse” di Toshiba ed Acer, questa mossa di Lenovo sembra costituire uno “schieramento” in favore del pinguino, ma soprattutto sembra costituire un buon modo per guadagnare fette di mercato. Di buono c’è certamente la possibilità di vedere i nostri sistemi sempre più compatibili con i nuovi PC delle maggiori case produttrici e di veder crescere la comunità, ma il rischio di venire strumentalizzati e basta è alto. Dobbiamo stare attenti e, se ci giochiamo bene le nostre carte, il 2008 può essere l’anno del botto.

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A/o-ccidentalismi

7 Settembre, 2007 at 9:14 am (Dichiarazioni, Immaginario, Pseudopolitica, Riflessioni)

Ieri, seguendo il consiglio di un noto amico del popolo, ho comprato la mia copia de l’Internazionale, un settimanale che raccoglie notizie dal mondo e le traduce per il pubblico italiano. Non è che avessi bisogno di spararmi una posa da intellettuale o da modaiolo-radical-con-la-divisa-da-altermondista, ma semplicemente mi rompeva le scatole comprare il manifesto e di leggere l’ennesima tiritera sui sindaci anti-lavavetri, sul PD, sul delitto di NonDove, su un’altro uomo di spettacolo morto, sulle novità sui banchi di scuola. Mi andava, piuttosto, di capire cosa succedeva nel resto del mondo, cosa si muoveva, quanto arranca il buon senso in favore del capitalismo, quanto l’Impero della Paranoia vince sulla nuda vita dei soggetti. E poi 3 € non sono questa gran cifra.

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Jamendo: nothing for money.

1 Settembre, 2007 at 5:02 pm (Immaginario, Links, Linux, Musica, Open source, Pseudopolitica, Riflessioni)

Jamendo è il futuro. E non sto parlando solo della distribuzione di musica, ma di un’idea altra di commercio. Della possibilità, nell’economia dell’eccedenza, di dare accesso alle informazioni, alle cose, ai concetti, senza pensare di versare denaro: di avere diritto alle cose per il puro fatto di esistere, di darle per la pura gioia di condividerle. Di compensare con qualcosa di più, solo per il piacere di vedere perseverati gli sforzi compiuti. E tutto ciò senza essere rivoluzionario o sovversivo in senso violento: non c’è stato bisogno di spranghe o bottiglie incendiarie per aprire un server, costruire un database mysql e consentire a chi volesse di condividere la propria musica sotto creative commons. Semplice quanto è ormai semplice registrare un album con qualità alta, con programmi come Ardour 2, Cubase e simili.

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Dai che c’è il blogday 2007.

31 Agosto, 2007 at 8:22 pm (Dichiarazioni, Immaginario, Links, Linux, Open source, Pseudopolitica, Racconti, Riflessioni, Ubuntu)

Non mi hanno mai attrato particolarmente le “cose da blog”: ho sempre percepito un blog come uno spazio in cui dire qualcosa se ha senso dirla, o aggiornare i propri congiunti vicini e lontani su quanto si esperisce, sente, pensa. Tutt’al più come un block notes elettronico e collettivizzato di pensieri, uno zibaldone aperto in tempo reale alle considerazioni della moltitudine (solitamente alquanto parca) dei lettori. Ma, dato che oggi mi hanno già linkato due lettrici (peraltro di livello buono), mi sembra dovuto ricambiare il favore. Alla comunità, ovviamente, non a loro che sennò pecco solo di ruffianeria.

And so on:

pollycoke: se non fosse per lui non avrei un blog su WordPress; se non fosse per lui non avrei un blog su linux; se non fosse per lui non avrei Ubuntu; se non fosse per lui mi funzionerebbe compiz. Insomma: un mentore inconsapevole nell’uso del pinguino, scrive bene, da ottime notizie in tempi sorprendenti, è un faro della comunità… sarà per questo che sta sul cazzo quasi a tutti. Ma, si sa, gli stramboidi freak generalmente mi stanno simpatici (tanto non leggerà mai).

Estetica Anestetica: sarà che è una delle amiche di più vecchia data che ho, sarà che scrive bene o che in qualche modo mi ha introdotto al mondo del blogging, sarà che una vagonata di pucciosità non fa mai male certe volte, sarà che ormai dei miei amici storici scrive solo lei… sarà che a volte, se non fosse per lei, neanche ci muoveremmo da casa. Per tutto questo, ed altro ancora: grazie di scrivere (e d’esistere).

Leonardo: politicamente non mi è molto affine, va detto (lui sinistra PD, io Unirioter), ma le sue notazioni sulle cose che accadono nel mondo e nel nostro Paese riescono sempre ad essere una spinta ed uno sprone riflessivo. I suoi post arrivano al tardo pomeriggio, ma sono efficaci emotivamente come un buon editoriale di prima mattina. Velenoso e sarcastico quanto basta, leonardo è una di quelle cose che ti fanno dire “ma allora anche in Italia si può fare un blog di approfondimento?”.

Ubuntista: linuxiano ed ubuntista convinto, Simone è quel tipo di persona che ti da la carica per andare avanti nella battaglia per il software libero. Non si ferma mai, segue 300 progetti al giorno, schizza da una parte all’altra del mondo per seguire i suoi impegni, non si capisce che faccia come lavoro, ma una cosa è certa: qualsiasi cosa faccia, c’entra sempre e comunque con l’open source. È l’uomo-community definitivo, il primo militante rivoluzionario di Ubuntu, e per questo lo ammiro.

La disciplina della notte: spesso e volentieri non capisco quello che scrive, il che non sempre è un male. Quello che conta è l’estetica l’arte che c’è e si vede¹, non di rado, nei suoi versi. La costanza, la pazienza, il labor limae, la perseveranza: qualità che non si possono negare a Gigi, che – unite ad un senso criptico nello scrivere – rendono estremamente godibili i suoi post.

Questo è quanto. Spero che chi passa di qui, lasci perdere le mie ciance e fili spedito su questi blog, che meritano certo più del mio.

Buone cose. Ed all’anno prossimo.

 

Note:
1: checché ne dica uno stimato critico.

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Links della settimana (con qualche arretrato).

26 Agosto, 2007 at 11:26 am (Immaginario, Links, Riflessioni, Scemate Web)

Per la (lunga) serie “le cose inutili che posso fare col mio prodotto apple una volta crackato”, è di qualche settimana fa la notizia secondo la quale, ebbene sì, potete giocare ai giochi del NES col vostro amato iPhone (qualora ne aveste uno, ovviamente). Tra l’altro veniamo avvisati da engadget.com che crackare iPhone è quasi legale. Buono a sapersi.

Comunque sia vi sconsiglio di metterlo nel forno, il vostro iPhone: il fatto che a questa compagna sia andata bene col computer, non significa che andrà bene anche a voi col giocattofonino.

Certo, distruggere i dispositivi elettronici credo costi meno della permanenza nel campo per curare la dipendenza da videogame, per la serie “le cose inutili che possono arrivare dal Giappone”. Ed a proposito di cose provenienti dal Giappone: almeno per il momento non mi arresteranno né mi obbligheranno a pagare una multa di più di 3.000 $ (che comunque col cambio fanno poco più di 2000 €, tié), dato che non possono risalire a me (*risata malefica stile cattivo dei cartoni animati giapponesi).

Cambiando argomento: il mio recente acquisto di una fotocamera digitale, mi ha spinto a cercare una stampante che mi consenta una stampa decente. Ho scoperto che quella che ho va benissimo, ma che sul mercato c’è gente che si guadagna onestamente il pane.

Se avete voglia di perdere il tempo con giochini in flash (io, Knef e Ciccio ne siamo già vittime), questa pagina fa per voi.

Se invece avete voglia di un OS che vale esattamente quanto un giochino in flash, Vista fa per voi. (*immagina gli ingegneri del WGA che vanno in giro sussurrandosi “figuradimerda, figuradimerda, figuradimerda” in stile Pieraccioni).

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Pictures of you

25 Agosto, 2007 at 12:40 pm (Dichiarazioni, Foto, Linux, Riflessioni)

Erano anni che avevo bisogno di una fotocamera. Mi sono sempre detto che, se l’avessi avuta, avrei avuto molto di più da scrivere. Avrei potuto, che ne so, recensire persone, avvenimenti, luoghi. Dopo anni, è solo oggi che me la sono potuta permettere. Come mia tradizione, per lungo tempo ho avuto una versione loffia di una cosa che desideravo:

Sarà anche la più piccola sul mercato, ma fa anche cagare.

E per anni, questa carta di credito pseudo-fotografante mi ha impedito l’acquisto di una fotocamera seria: i suoi difetti sono troppi e troppo difficilmente enumerabili, basti dire che si interfaccia con linux, ma non si possono scaricare le foto (e che s’interfaccia a fare?) e che non si possono vedere le foto che hai scattato (oltre ad avere una risoluzione ridicola).

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Vacanze immaginarie (nella nuova Cambogia)

21 Agosto, 2007 at 1:12 pm (Dichiarazioni, Immaginario, Racconti, Riflessioni, Scazzi)

Dovevo berne un po’ di un amaro calice: ne ho bevuto molto ed ho toccato il fondo. L’amore, l’affetto e la compagnia mi hanno fatto spezzare la rabbia, dimenticare i mitra, sostituire documenti ceduti sveltamente. Mi sono potuto muovere rilassato, annegare in un po’ di vino non per rancore ma solo per gioia. E non per abnegazione, solo per forza. Noi sì, che siamo forti, senza piegarci alla pura estetica, casomai alla bellezza dataci dalla cura di sè.

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