See you, space cowboys.
Ho passato gli ultimi mesi su queste pagine. È stato molto bello far parte della community di WordPress. Ora però è il momento di cambiare spiaggia. Il motivo l’ho spiegato già, probabilmente vi sembrerà sciocco, ma per me è essenziale. Il blog sbaracca e, prima volta nella mia storia, si trasferisce senza cambiare radicalmente scopi e struttura. Se vi piacerà, continuate a seguirmi perché
QUESTO BLOG SI È TRASFERITO SU NETSONS.
Felicitazioni.
A dieci anni dalla sua fondazione, festeggiati qualche settimana fa, Gnome compie uno dei passi forse più importanti da allora: esce con la sua release 2.20. Dopo una serie di beta che ci avevano fatto pregustare leccornie degne financo del ben più atteso KDE 4 (ma con meno sciccherie grafiche, va detto), la 2.20 esce con una precisione sconcertante. Tanto sconcertante che, fino ad adesso (15.24) né il sito italiano né quello internazionale del progetto riportano l’uscita tra le ultime news. Per trovarla si deve scavare un po’.
Voglio KDE 4!
Due video, piccoli e carini su KDE 4!
e qui l’articolo, in polacco, da cui provengono… con tanti screenshot… KDE 4 può causare dipendenza.
Un PC da giorno del giudizio.
L’Unione Sovietica aveva la sua strategia in caso di guerra atomica: una gigantesca bomba in cobalto pronta ad esplodere se la Russia fosse stata soggetta ad attacchi nucleari e che avrebbe resto la Terra inabitabile. L’”arma finedimondo”, come è stata immaginata nel meraviglioso film di Kubrick “Dottor Stranamore”. Pare che questa mitica arma esista ancora e che sia ancora operativa. La notizia è stata raccontata da un testimone che ora vive in Gran Bretagna ed inserita in un libro che sarà pubblicato a dicembre. La cosa comica è che pare che i computer che la regolano risalgano agli anni ‘70 e non siano mai stati cambiati… speriamo non vadano mai in crash.
Fonte: Wired Science.
My space.
Jamendo: nothing for money.
Jamendo è il futuro. E non sto parlando solo della distribuzione di musica, ma di un’idea altra di commercio. Della possibilità, nell’economia dell’eccedenza, di dare accesso alle informazioni, alle cose, ai concetti, senza pensare di versare denaro: di avere diritto alle cose per il puro fatto di esistere, di darle per la pura gioia di condividerle. Di compensare con qualcosa di più, solo per il piacere di vedere perseverati gli sforzi compiuti. E tutto ciò senza essere rivoluzionario o sovversivo in senso violento: non c’è stato bisogno di spranghe o bottiglie incendiarie per aprire un server, costruire un database mysql e consentire a chi volesse di condividere la propria musica sotto creative commons. Semplice quanto è ormai semplice registrare un album con qualità alta, con programmi come Ardour 2, Cubase e simili.
Dai che c’è il blogday 2007.
Non mi hanno mai attrato particolarmente le “cose da blog”: ho sempre percepito un blog come uno spazio in cui dire qualcosa se ha senso dirla, o aggiornare i propri congiunti vicini e lontani su quanto si esperisce, sente, pensa. Tutt’al più come un block notes elettronico e collettivizzato di pensieri, uno zibaldone aperto in tempo reale alle considerazioni della moltitudine (solitamente alquanto parca) dei lettori. Ma, dato che oggi mi hanno già linkato due lettrici (peraltro di livello buono), mi sembra dovuto ricambiare il favore. Alla comunità, ovviamente, non a loro che sennò pecco solo di ruffianeria.
And so on:
pollycoke: se non fosse per lui non avrei un blog su WordPress; se non fosse per lui non avrei un blog su linux; se non fosse per lui non avrei Ubuntu; se non fosse per lui mi funzionerebbe compiz. Insomma: un mentore inconsapevole nell’uso del pinguino, scrive bene, da ottime notizie in tempi sorprendenti, è un faro della comunità… sarà per questo che sta sul cazzo quasi a tutti. Ma, si sa, gli stramboidi freak generalmente mi stanno simpatici (tanto non leggerà mai).
Estetica Anestetica: sarà che è una delle amiche di più vecchia data che ho, sarà che scrive bene o che in qualche modo mi ha introdotto al mondo del blogging, sarà che una vagonata di pucciosità non fa mai male certe volte, sarà che ormai dei miei amici storici scrive solo lei… sarà che a volte, se non fosse per lei, neanche ci muoveremmo da casa. Per tutto questo, ed altro ancora: grazie di scrivere (e d’esistere).
Leonardo: politicamente non mi è molto affine, va detto (lui sinistra PD, io Unirioter), ma le sue notazioni sulle cose che accadono nel mondo e nel nostro Paese riescono sempre ad essere una spinta ed uno sprone riflessivo. I suoi post arrivano al tardo pomeriggio, ma sono efficaci emotivamente come un buon editoriale di prima mattina. Velenoso e sarcastico quanto basta, leonardo è una di quelle cose che ti fanno dire “ma allora anche in Italia si può fare un blog di approfondimento?”.
Ubuntista: linuxiano ed ubuntista convinto, Simone è quel tipo di persona che ti da la carica per andare avanti nella battaglia per il software libero. Non si ferma mai, segue 300 progetti al giorno, schizza da una parte all’altra del mondo per seguire i suoi impegni, non si capisce che faccia come lavoro, ma una cosa è certa: qualsiasi cosa faccia, c’entra sempre e comunque con l’open source. È l’uomo-community definitivo, il primo militante rivoluzionario di Ubuntu, e per questo lo ammiro.
La disciplina della notte: spesso e volentieri non capisco quello che scrive, il che non sempre è un male. Quello che conta è l’estetica l’arte che c’è e si vede¹, non di rado, nei suoi versi. La costanza, la pazienza, il labor limae, la perseveranza: qualità che non si possono negare a Gigi, che – unite ad un senso criptico nello scrivere – rendono estremamente godibili i suoi post.
Questo è quanto. Spero che chi passa di qui, lasci perdere le mie ciance e fili spedito su questi blog, che meritano certo più del mio.
Buone cose. Ed all’anno prossimo.
Note:
1: checché ne dica uno stimato critico.
Ubuntu ancora più per human beeings.
Chi ha usato linux negli ultimi anni, sa bene che
i due problemi più grossi che si possano riscontrare nell’uso di una distribuzione da parte di un noob sono rappresentati essenzialmente dalla scelta dei repository e dalle difficoltà nel risolvere problemi relativi a xorg-panic. Anche se nell’ultimo anno le cose sono migliorate tantissimo, specie grazie ad Ubuntu, è proprio grazie alla community di casa Canonical che le cose stanno ulteriormente per cambiare.
Un Social Network per Ubuntu.
Dalle colonne di Paladine’s Blog (futura home page del progetto) giunge la notizia della creazione di un Social Network targato Ubuntu. Il servizio metterà a disposizione uno spazio per il blogging e degli account email: la cosa mi stuzzica parecchio e, qualora andasse in porto, potrei anche decidere di tenere due blog, questa volta contemporaneamente: uno per l’off topic vario, l’altro per le notizie informatiche.
Links della settimana (con qualche arretrato).
Per la (lunga) serie “le cose inutili che posso fare col mio prodotto apple una volta crackato”, è di qualche settimana fa la notizia secondo la quale, ebbene sì, potete giocare ai giochi del NES col vostro amato iPhone (qualora ne aveste uno, ovviamente). Tra l’altro veniamo avvisati da engadget.com che crackare iPhone è quasi legale. Buono a sapersi.
Comunque sia vi sconsiglio di metterlo nel forno, il vostro iPhone: il fatto che a questa compagna sia andata bene col computer, non significa che andrà bene anche a voi col giocattofonino.
Certo, distruggere i dispositivi elettronici credo costi meno della permanenza nel campo per curare la dipendenza da videogame, per la serie “le cose inutili che possono arrivare dal Giappone”. Ed a proposito di cose provenienti dal Giappone: almeno per il momento non mi arresteranno né mi obbligheranno a pagare una multa di più di 3.000 $ (che comunque col cambio fanno poco più di 2000 €, tié), dato che non possono risalire a me (*risata malefica stile cattivo dei cartoni animati giapponesi).
Cambiando argomento: il mio recente acquisto di una fotocamera digitale, mi ha spinto a cercare una stampante che mi consenta una stampa decente. Ho scoperto che quella che ho va benissimo, ma che sul mercato c’è gente che si guadagna onestamente il pane.
Se avete voglia di perdere il tempo con giochini in flash (io, Knef e Ciccio ne siamo già vittime), questa pagina fa per voi.
Se invece avete voglia di un OS che vale esattamente quanto un giochino in flash, Vista fa per voi. (*immagina gli ingegneri del WGA che vanno in giro sussurrandosi “figuradimerda, figuradimerda, figuradimerda” in stile Pieraccioni).
