Jamendo: nothing for money.

1 Settembre, 2007 at 5:02 pm (Immaginario, Links, Linux, Musica, Open source, Pseudopolitica, Riflessioni)

Jamendo è il futuro. E non sto parlando solo della distribuzione di musica, ma di un’idea altra di commercio. Della possibilità, nell’economia dell’eccedenza, di dare accesso alle informazioni, alle cose, ai concetti, senza pensare di versare denaro: di avere diritto alle cose per il puro fatto di esistere, di darle per la pura gioia di condividerle. Di compensare con qualcosa di più, solo per il piacere di vedere perseverati gli sforzi compiuti. E tutto ciò senza essere rivoluzionario o sovversivo in senso violento: non c’è stato bisogno di spranghe o bottiglie incendiarie per aprire un server, costruire un database mysql e consentire a chi volesse di condividere la propria musica sotto creative commons. Semplice quanto è ormai semplice registrare un album con qualità alta, con programmi come Ardour 2, Cubase e simili.

All’interno del portale si possono trovare migliaia di album, artisti e canzoni ed una cinquantina di album sono aggiunti ogni settimana. Un meccanismo di ricerca ben rodato ed un’ottima divisione in tag consentono di orientarsi nel portale attraverso una grafica molto ben curata. Il supporto ai feed rss e l’alto livello qualitativo delle stesse vi consentirà di essere sempre aggiornati sulle nuove uscite, potrete recensire gli album o le singole canzoni, lasciare un commento o semplicemente concordare con il giudizio di qualcuno che vi ha preceduti. E se usate GNOME potrete sfruttare il plugin di Rhythmbox che vi consentirà di ascoltare le tracce di Jamendo direttamente dal lettore, senza doverle scaricare su PC: ma se volete ascoltarlo sul vostro lettore mp3 portatile, potrete farlo senza temere di incorrere in sanzioni legali, come invece succede per la “pirateria musicale”.
Nel vasto archivio potete attingere a diverse perle, ma su tutte ve ne consiglio una magistrale: l’EP di esordio degli ARCTIC del canadese Marcus Martin. Un suono delicato, come una poesia invernale: qualcosa che ricorda molto da vicino le impressioni che mi da Alcest, la stessa voglia di sentire piangere le nuvole, oltre che il freddo piovere. Melodie comunque intense, con venature chitarristiche molto interessanti, senza le ripetizioni meravigliosamente suggestive, ma spesso anche paranoidi ed ossessive a cui ci ha abituati certa musica indipendente canadese (leggi Silver Mountain Zion e G!YBE).
L’EP si intitola “Music for rain” e lo trovate su Jamendo, insieme a tantissima altra bella musica libera.

3 Commenti

  1. brassy ha detto,

    Jamendo è un sito bellissimo. Lo uso tantissimo… lo adoro.

  2. Ivan ha detto,

    Anche a te piace il post-rock? Fantastico!

    Comunque; credo che sia un concetto rivoluzionario, sì, ma non credo che – oltre ai gruppi indie – aderiscano tante altre band. Ci si spera, però. =D

  3. sleepingcreep ha detto,

    Mah, non saprei, secondo me c’è più che solo indie… c’è anche tanto hip-hop e persino musica demenziale italiana! Comunque sia, sì, adoro il post-rock (basta dare un’occhiata al mio last.fm per farsene un’idea).

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