Out of service.
Complici: gli occhi di lei; il caldo; la fine degli esami; Lewis Carroll; Gilles Deleuze. La logica deve pur avere un senso… e questa estate cresce.
Velocizzare Openoffice.org su Ubuntu
Openoffice è una delle applicazioni migliori che circolino nel nostro amato mondo open source e regala le gioie del “pacchetto office” (con qualcosa in più) anche a chi non ha voglia di pagare la licenza a M$ e ce ne sono versioni per qualsiasi piattaforma (linux, ovviamente, ma anche W$ e Mac). Nonostante nel corso del tempo i tool offerti da questo software facciano passi da gigante, c’è da dire che la sua lentezza nell’avvio e nell’esecuzione lo rende piuttosto macchinoso da usare. Molti si sono chiesti perché. Quest’uomo ha trovato la risposta ed il metodo per risolvere il problema. Si tratta in pratica di aumentare la memoria a disposizione del programma e di limitarne l’uso all’opzione undo o redo, in modo da dedicarne una parte sostanziale al caricamento del programma in sé e per sé. Io l’ho provato e funziona davvero, velocizzando di circa il 200% i processi di caricamento: adesso apro il word processor con la stessa velocità con cui apro il “blocco note”!
Buttate a mare Office, usate OpenOffice!
L’estate.
No, non è lo shard di World of Warcraft a tenermi lontano da qui. Tantomeno lo studio o gli esami. Neanche la grande sceneggiatura che stiamo producendo io e Gianfranco a partire da un mio racconto. È solo che, per la prima volta in quasi 4 anni, è estate. E non ho voglia di fare un cazzo.
linuX-gamers.net: perché sprecare un dvd?
Ieri mi ha colto piuttosto di sorpresa l’annuncio dell’uscita di una distro completamente dedicata ai giochi nativi, sviluppata a partire da Arch Linux. La cosa mi metteva di buon umore, dato che il promotore è uno dei siti sul linux gaming più forniti ed aggiornati: Linux gamers, appunto.

What if…
E se…

Beh, quantomeno potrebbe essere un’idea per scalzare la disoccupazione… la mia, almeno.
Campagna acquisti.
Dopo la recente defezione di Xandros dalla lista delle aziende degne di una qualche stima (graduatoria peraltro composta ormai solo da Canonical e Sun), il caro amico Bill fa un altro tentativo per minare il lavoro di migliaia di utenti. Sono tempi duri, ma il fatto di dover giocare un po’ in difesa non può che confermare che alcuni passi avanti li abbiamo fatti. Perché, checché se ne dica, i sistemi linux ti consentono ancora (qualora lo si volesse) di non avere antivirus e campare felice. Perché non hai bisogno di pagare, ma neanche di installare alcunché per avere un sistema operativo funzionante, finanche online.
Perché chi la dura, la vince.
Il dovere di reprimere.
[Ho scritto questo racconto tra la metropolitana ed il pullman, ieri sera ad ostilità finite. Nonostante i miei timori, quasi tutti i media hanno trasmesso l'idea di un corteo pacifico "nonostante gli insulti alle forze dell'ordine". Spero che la mia versione dei fatti - che per carità non pretende di essere obiettiva, in quanto di parte - rappresenti una presa di posizione chiara sul ruolo giocato dalle forze del (dis)ordine nella giornata di ieri.]
Il pullman ci vomita fuori che è già l’una passata: stamattina erano parecchie le cose che potevano andare male, e sono riuscite ad andar male tutte. Ma sono qui ora: il come ormai non ha importanza. Avanziamo compatti. A corteo non ancora cominciato, c’è già polizia ovunque. Ci infiliamo in metro: siamo tanti, ma per fortuna il treno è quasi vuoto. La lunghezza del tragitto permette ai compagni di organizzare un diversivo comico pieno di storie più o meno autobiografiche: come al solito, sono in disparte. Ma non sono triste né mi sento fuori luogo: sono qui, dove vorrei essere, dove sento il bisogno di essere… dove desidero essere. Soltanto che, come sempre, non sono uno di loro.
Linking pack.
A parte l’orrendo titolo, volevo segnalare un po’ di cose che sono accadute tra ieri ed oggi nel mondo del pinguino:
anzitutto, a Bologna continuano repressioni di ogni sorta ed al server autistici/inventati (anarchici che in genere non condivido, ma non c’entra) è stato bloccato l’accesso dall’Università per presunti “motivi di sicurezza”. Misteri della repressione, e pensare che persino in Unione Sovietica si videogiocava: del resto Cofferati quand’era più giovane recensiva libri di Dick… è chiaro che ha scelto bene di stare dalla parte del potere e non da quella della paranoia. Ed a proposito di potere e paranoia: due loschi figuri della comunità linux saranno in gita a Roma nei prossimi giorni e visiteranno il parlamento con l’intento di far cambiare idea ai caproni nostrani sull’uso del software libero nelle nostre Pubbliche Amministrazioni. Insomma un po’ come se Patrick Volkerding dovesse spiegare Slackware ad uno scimpanzé (invece di sprecare il suo tempo ad inserire ogni genere di cazzatina nella sua distro, per smentirne l’estrema geekness¹). Almeno una cosa positiva c’è: è uscita Gutsy Gibbon Tribe 1, la prima alpha di Ubuntu 7.10: annunciazio’ annunciazio’.
BMP: please play this song on the radio.
L’uso di radio in streaming e di servizi che le veicolano è sempre più diffuso, complici alcune leggi piuttosto restrittive sul diritto d’autore ed una notevole facilità nella creazione oltre alla diffusione sempre maggiore di servizi adsl flat: una cospicua serie di media player sono nati come contenitori di tali flussi audio.

General intellect.
La possibilità di fruire gratuitamente di saperi mi è sempre stata molto a cuore: non sono mai stato un fan del diritto d’autore, né di quello attivo né di quello passivo ed ho sempre ritenuto libere e liberamente modificabili le mie “creazioni”, oltre che aver sempre fregato (ove possibile) quelle altrui con fotocopie e letture di straforo in Feltrinelli e con altri mezzi poco leciti. Ho sempre sostenuto che le biblioteche dovessero essere di più, più efficienti e più pubblicizzate (la mancanza di pubblicità è una delle fondamentali ed intenzionali limitazioni al loro utilizzo) e soprattutto gratuite, nonostante non ne sia un abituale avventore (e questo, lo so, a mio demerito).
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