Venti cose che ho imparato sul web…

21 Maggio, 2007 at 3:01 pm (Immaginario, Open source, Scemate Web)

Ho cominciato a navigare in internet molto tardi rispetto ad altri: era il 2002 e con un 56 k mi avventuravo tra i meandri di un universo altro e poco conosciuto alternando un Win 98 pieno di bug e dialer ad una Suse che ancora non sapevo così accomunata a M$. Sicuro di me, ma senza capire un cazzo, ho sbattuto la testa su tanti iceberg nell’oceano, fino a trovare alcuni porti franchi: una pletora di blog, qualche canale IRC, una buona distro Linux. Ora è venuto il momento di stilare un bilancio.

Quello che ho scoperto di Internet in questi 5 anni è grossomodo che:

  • Se vuoi qualcosa, lo puoi trovare online.
  • Se non lo vuoi, lo puoi trovare online lo stesso.
  • Può richiderti un po’ di tempo.
  • A volte la caccia vale solo la metà del divertimento.
  • Tutti hanno un sito. Nonni, madri e bambini. Tutti.
  • Ad un certo punto, Google è diventato un verbo.
  • La differenza tra navigare sul web con Firefox ed IE è quella tra un’armatura ed un vestitino trendy di cotone.
  • Se qualcosa suona troppo bella per essere vera, probabilmente lo è.
  • Internet è il terreno da gioco dei geek. Qui, comandiamo noi.
  • Non che tu abbia mai avuto bisogno di conoscere le abitudini della dieta dei formichieri del Sud America, ma è confortante sapere che puoi trovarle online, se lo vuoi.
  • Quando sei nel dubbio, wikipedia (inteso come imperativo).
  • Quelli che usano il termine “interweb” non sono mai stati online.
  • Spiegare Internet a qualcuno che non è mai stato online, è come spiegare la Magna Carta al gatto.
  • Quasi tutte le cose vagamente importanti possono essere riassunte con un “DUDE! Check this out!” ed un hyperlink.
  • Sii sicuro. Sii cinico.
  • Qualcun altro l’ha già detto prima. Ma questo non significa che non verrà detto ancora, ed ancora, ed ancora, ed ancora…
  • Internet È eccedenza.
  • Non c’è alcunché che abbia “banda sufficiente”.
  • C’è sempre qualcosa di nuovo.
  • Non puoi mai tornare indietro, una volta che l’hai provato.

In realtà l’articolo vero non è mio, l’ho solo tradotto (e forse male) da qui. Non sono così azzeccato, io. Detto questo, mi stacco dal PC, dopo le mie quotidiane 8 ore di web surfing.

4 Commenti

  1. Ak ha detto,

    Non è detto che un gatto non possa comprendere la Magna Carta, però.

  2. Knef ha detto,

    Perchè avevo capito subito che la lista non l’avevi scritta tu?
    La cosa comincia ad inquietarmi.

  3. sleepingcreep ha detto,

    Vien fuori che sono anche prevedibile, adesso.

  4. Knef ha detto,

    No, è che ci sono dei punti (tipo “Ad un certo punto, Google è diventato un verbo”) che sono stati chiaramente scritti prima in inglese – per quanto io riconosca con sommo orrore l’esistenza del verbo googlare

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