Venti cose che ho imparato sul web…
Ho cominciato a navigare in internet molto tardi rispetto ad altri: era il 2002 e con un 56 k mi avventuravo tra i meandri di un universo altro e poco conosciuto alternando un Win 98 pieno di bug e dialer ad una Suse che ancora non sapevo così accomunata a M$. Sicuro di me, ma senza capire un cazzo, ho sbattuto la testa su tanti iceberg nell’oceano, fino a trovare alcuni porti franchi: una pletora di blog, qualche canale IRC, una buona distro Linux. Ora è venuto il momento di stilare un bilancio.
Quello che ho scoperto di Internet in questi 5 anni è grossomodo che:
- Se vuoi qualcosa, lo puoi trovare online.
- Se non lo vuoi, lo puoi trovare online lo stesso.
- Può richiderti un po’ di tempo.
- A volte la caccia vale solo la metà del divertimento.
- Tutti hanno un sito. Nonni, madri e bambini. Tutti.
- Ad un certo punto, Google è diventato un verbo.
- La differenza tra navigare sul web con Firefox ed IE è quella tra un’armatura ed un vestitino trendy di cotone.
- Se qualcosa suona troppo bella per essere vera, probabilmente lo è.
- Internet è il terreno da gioco dei geek. Qui, comandiamo noi.
- Non che tu abbia mai avuto bisogno di conoscere le abitudini della dieta dei formichieri del Sud America, ma è confortante sapere che puoi trovarle online, se lo vuoi.
- Quando sei nel dubbio, wikipedia (inteso come imperativo).
- Quelli che usano il termine “interweb” non sono mai stati online.
- Spiegare Internet a qualcuno che non è mai stato online, è come spiegare la Magna Carta al gatto.
- Quasi tutte le cose vagamente importanti possono essere riassunte con un “DUDE! Check this out!” ed un hyperlink.
- Sii sicuro. Sii cinico.
- Qualcun altro l’ha già detto prima. Ma questo non significa che non verrà detto ancora, ed ancora, ed ancora, ed ancora…
- Internet È eccedenza.
- Non c’è alcunché che abbia “banda sufficiente”.
- C’è sempre qualcosa di nuovo.
- Non puoi mai tornare indietro, una volta che l’hai provato.
In realtà l’articolo vero non è mio, l’ho solo tradotto (e forse male) da qui. Non sono così azzeccato, io. Detto questo, mi stacco dal PC, dopo le mie quotidiane 8 ore di web surfing.

Ak ha detto,
21 Maggio, 2007 a 9:33 pm
Non è detto che un gatto non possa comprendere la Magna Carta, però.
Knef ha detto,
22 Maggio, 2007 a 1:49 am
Perchè avevo capito subito che la lista non l’avevi scritta tu?
La cosa comincia ad inquietarmi.
sleepingcreep ha detto,
22 Maggio, 2007 a 9:41 pm
Vien fuori che sono anche prevedibile, adesso.
Knef ha detto,
23 Maggio, 2007 a 2:09 am
No, è che ci sono dei punti (tipo “Ad un certo punto, Google è diventato un verbo”) che sono stati chiaramente scritti prima in inglese – per quanto io riconosca con sommo orrore l’esistenza del verbo googlare