Diventa situazionista in dieci semplici lezioni!
È sempre difficile prendere a calci in bocca i propri padri. Ma spesso è anche molto divertente. Questa cosa è girata su giap! qualche anno fa, ma l’ho trovata solo qualche giorno fa:
DIVENTA SITUAZIONISTA IN DIECI SEMPLICI LEZIONI!
1. Utilizza sempre un linguaggio il piu’ oscuro possibile. Saccheggia dal vocabolario i termini piu’ astrusi e usali spesso. Non scrivere “le cose vanno male” ma “La meccanica del processo di normalizzazione, cui l’insieme sociale e’ sottomesso, non conosce altri limiti che non siano i limiti stessi della provetta capitalistica dentro cui etc. etc. “.
2. In particolare sono di fondamentale importanza le parole “noia” (riferiscila sempre ad altri, mai a te stesso), “miseria” (dell’universita’, dell’arte, della politica) e “piacere”. Questi termini sono uno strumento indispensabile nel corredo del situazionista e il loro uso ti sara’ di grande aiuto per aumentare il tuo prestigio all’interno della comunita’ situazionista.
3. Attacca con veemenza “L’Universita’” e “L’Arte” ogni volta che e’ possibile (frasi come “il cumulo di letame che e’ l’arte” o “il puzzo dell’arte” sono particolarmente efficaci). Iscriviti alla scuola piu’ prestigiosa che trovi e fai in modo che la tua cerchia di amici sia composta da almeno l’85% di artisti.
4. Coltiva una presunzione e un comportamento al limite della megalomania. Attribuisciti il merito delle rivolte spontanee che scoppiano in qualsiasi angolo del mondo anche se vengono organizzate da chi ti disprezza o ti si oppone.
5. Per quel che riguarda le rivolte non spontanee, limitati a denigrare chi le ha organizzate o vi ha preso parte. Se una rivolta termina con una sconfitta, presentala comunque come una vittoria e usa espressioni come “disvelamento”, “rovesciamento”, “emergere del negativo” etc. Se invece termina con una vittoria, presentala come una sconfitta e usa parole come “recupero”, “recuperatori”, “venduti”, “becchini”, “ideologia” etc.
6. Denuncia ed escludi spesso le persone. Mantieni molto piccolo ed esclusivo il tuo gruppo ma fagli credere che ogni uomo, donna e bambino dell’Emisfero Boreale (quello Australe non sarebbe credibile) ha una intima familiarita’ con le tue prese di posizione, anche se in realta’ le conoscono solo dieci persone.
7. Abusa del giochino linguistico conosciuto come “inversione del genitivo”. Questo e’ un segnale sicuro per far capire alle persone che sei un situazionista o stai per diventarlo: “l’irrazionalita’ dello spettacolo spettacolarizza la razionalita’”, “la produzione separata come produzione della separazione” etc.
8. Fai riferimento al “proletariato”, agli “spossessati”, agli “esclusi” e ad altre immagini di sfiga quanto piu’ spesso ti e’ possibile, ma in nessuna circostanza ti associerai o lavorerai con veri proletari o veri esclusi (alcuni lavori accettabili per un situazionista sono: studente, professore, artista).
9. Impara almeno due o tre frasi in francese, da usare quando non hai nulla da dire.
10. Ora anche tu sei un vero situazionista. Anzi, soltanto tu lo sei. Chiunque altro, pur avendo imparato le nove lezioni precedenti, se non fa parte della tua cerchia e’ soltanto un “pro-situ”. Se non ha imparato le lezioni 1, 3 e 6 e’ un “recuperatore”. Se non ha imparato le lezioni 2 e 5 e’ un “becchino”.
L.L., 2001
C’è del vero in tutto questo, ma c’è anche molto del situazionista nel parlar male all’inverosimile dei propri genitori. Del resto, sono gli stessi Wu Ming a dirlo “non aver paura delle aporie”.
Che simpatici coglionazzi!

Matteo ha detto,
6 Maggio, 2007 a 1:04 pm
Mmmmm… ma sei sicuro che i situazionisti siano “genitori” dei Wu Ming? La loro posizione sull’industria culturale mi sembra opposta a quella di Debord, e anche loro la spiegano in questo modo
http://www.carmillaonline.com/archives/2007/02/002130.html
occhidaorientale ha detto,
6 Maggio, 2007 a 2:15 pm
L’art est merde, la culture est merde, mes parents est merde.
Notre merdeux politique néglige le proletariat.
C’est fantastique! Même je suis situazioniste!
(Ok, sono venuta meno al punto 1, ma non sono capace di scrivere frasi complicate. In compenso aggiungo: vuolà, la vì an roz, parì sè tujur parì, le mulen ruj, la vill lumièr, le blùbell, la tur d’arjàn …. j parl bièn an fransè…se vrè?!)
sleepingcreep ha detto,
6 Maggio, 2007 a 3:15 pm
@ Matteo: le posizioni sono diversissime sia sull’industria culturale (anche se loro rivendicavano posizioni “nashiste”, vedi già Luther Blissett sull’argomento) che sul ruolo del mito. In effetti non siamo affatto di fronte a dei situazionisti, ma a dei “situazionauti”: ma perché tu e tuo padre la pensate uguale su tutto? Eppure sei figlio suo, no? Grazie di essere passato, a buon rendere.
@occhidaorientale: hai scordato il nostro mito, “maròn glassè”!
domenico ha detto,
7 Luglio, 2008 a 6:48 pm
beh da libertario situzionista mi sento un pò offeso…………scherzo!!!!!!!!!
luka ha detto,
15 Luglio, 2008 a 11:02 pm
siete dei deficenti che “debilitano” il situzionismo
che vergogna! Non conoscete nulla
Poveri studentelli
P.S
Debord DISPREZZA STUDENTI E PROFESSORI
angel olivares ha detto,
26 Agosto, 2009 a 7:42 pm
la cosa più SCHIACCIANTE è imparare a dire con le stesse parole cose contrarie o rovesciare questo mondo di meercoledi di cenere!!
DIROTTAZIONE DELLA FRASE MASS MEDIA ;
DA MASS MEDIA SONO PASSATI A ESSERE MAS MIEDO DIROTTAZIONE DELLE PAROLE MAS MIEDO (DELLO SPAGNOLO) PIU PAURA
è QUELLO CHE SONO DIVENTATI QUESTA SOCIETA DELLO SPETTACOLO!!
IMPARATE QUESTA LEZIONE PURE!!!